Quando dici Pasqua, dici inevitabilmente anche “Pasquetta”, termine popolare per indicare il lunedì dell’angelo seguente alla domenica di Pasqua: il nome deriva dal fatto che in questo giorno si ricorda l’incontro dell’angelo con le donne giunte al sepolcro. E’ un giorno di festa tradizionalmente legato alle gite fuori porta con glia amici. Secondo una vecchia interpretazione legata allo spirito pasquale, la giornata fuori porta nasce per ricordare il viaggio dei discepoli diretti a Emmaus, per ricordare questo viaggio tra i campi, quando, il giorno stesso della Resurrezione, a pochi chilometri da Gerusalemme, Gesù risorto appare a due di loro.
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Ma perché a Pasqua si regala l‘uovo di cioccolato? E’ il simbolo della vita che nasce, del passaggio dal sonno alla veglia, dall’inverno alla primavera, era infatti tradizione pagana donare uova, in segno di augurio, all’inizio della primavera. Altro simbolo pasquale è la colomba, che nell’episodio del diluvio universale descritto nella Genesi, ritornò da Noè tenendo nel becco un ramoscello di ulivo, simbolo della pace portata da Gesù. Le palme, i datteri, i vegetali ed i cereali utilizzati come elementi decorativi negli addobbi e nelle scenografie dei riti pasquali hanno un evidente significato di rinascita e rigenerazione della vita: il passaggio dall’inverno, stagione in cui la natura muore, alla primavera, in cui la vegetazione e la natura risorgono a nuova vita.

Ecco alcuni suggerimenti nostrani per il menù di Pasquetta:
I “Pupi di Cena” o “Pupi di zucchero” preparati versando zucchero liquefatto al fuoco in apposite forme di gesso. Così assumono le forme più svariate come quelle di agnelli, Santi, bambole e soprattutto i Paladini della rinomata “Opra dei Pupi” siciliana.
O ancora i “palummeddi” modicani, una pietanza realizzata con la pasta dolce oppure con la farina d’orzo e di riso e contenenti un uovo sodo.
E infine “ù pastieri”, un particolare tipo di focaccia preparata per la Pasqua. Questa la ricetta:
Per ottenere almeno 30 pezzi: 1.5 kg di pasta di pane e 100 gr di strutto. Per il ripieno occorrono: un chilo di interiora di agnello lessate, 300 gr di carne di agnello cruda dissossata, abbondante prezzemolo, aglio verde, caciocavallo fresco grattuggiato, sale, pepe nero, 5-7 uova e brodo di interiora.
La pasta va preparata nel seguente modo: essa va lavorata già lievitata unendo lo strutto; quando quest’ultimo è del tutto assorbito, la si divide in panetti che vanno coperti con un piatto o un tovagliolo. La sfoglia di ogni panetto va tirata e tagliata con l’ausilio di una tazza e di una rotella in modo da ottenere dei dischi e con i ritagli di pasta che rimangono si prepara un grissino dal diametro di mezzo cm circa. Tali dischi di pasta conterranno il ripieno.
Quest’ultimo si prepara nel seguente modo: le interiora d’agnello vanno tritate insieme alla carne cruda, al prezzemolo, all’aglio, al formaggio, a 5-6 uova e qualche mestolo di brodo; l’impasto deve risultare molto morbido; ad esso vanno aggiunti il sale ed il pepe nero.
Ad ogni disco di pasta va aggiunto un cucchiaio del ripieno; i bordi del disco di pasta vanno alzati ed aiutandosi col grissino di pasta si fa assumere al pastiere la sua tradizionale forma a sacchetto. La cima del sacchetto deve restare aperta per circa 2 cm di diametro in modo da far vedere il ripieno. Tale bocca verrà coperta con un cucchiaino di uovo sbattuto. I pastieri così ottenuti vanno cotti al forno preparato con la stessa temperatura utilizzata per la cottura del pane.